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Il settimo artiglio; Monaco degli Artigli = Grigio |
Miti e Leggende
Prefazione “I Sette Artigli degli Dei” e una istoria che ha le suoi origini secoli fa nell'era delle razze anche se molti dicono che i cavalieri furono creati da Kalàs e gli altri Dei per sradicare i draghi nell'era della forgia, quando Oris gli nasconde, e che furono i sette artigli a smascherare la disobbedienza di Kron. Questo però non è confermato perché i cavalieri protettori non intervengano mai nelle azione degli dei, sono stati creati con la unica missione de difendere il loro onore, e fare rispettare i voleri dei creatori.
“I Sette Artigli degli Dei”anche conosciuti come “I Cavalieri Protettori” e una di quelle leggende che si raccontano e si raccontano senza che una sia uguale l'una dall'altra…
… perché?
Perché i Sette Artigli cosi gli chiamavano esistono ancora oggi…
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Quella notte, la pioggia pomeridiana si era convertita in un diluvio, lampi, tuoni e ombre prodotte da gli alberi che si aggrappavano con forza a terra, lottando contro il vento con le loro radice. Nessuno si girava per le strade temendo il devastante clima, ma anche per paura di un attacco sorpresa alla città.
Quus è una città principale delle altipiani di Nirualla molto vicini al lago Parat Panzw, y era proprio per questo che erano in guerra con i Krowats, due importanti villaggi di questa razza Tchtum e Ttekum si erano uniti contro la grande e murata città. Volevano che gli umani le pagassero le tasse per l'utilizzo delle acque.
Dentro la città la unica persona in giro ero io, Tistà una ragazzina che si era messo in testa che qualcuno doveva fare la guardia, una idea non molto imprudente visto che i Krowats erano fuori all'assedio gia da cinque giorni. Ma con quel uragano le guardie si erano andate ai rifuggi, consideravano una pazzia tentare un assalto da parte del nemico visto la altezza delle mura. Ma i Krowats sono una razza forte e decisa e sapevano che le guardie di Quus non sarebbero stati al loro posto.
Con un gran rumore le porte principali della città tremano, da fuori i Tchtumiani e Ttekumiani colpivano con le loro macchine di assedio.
Non avevo riuscito a dare la allarme, non sapevo neanche da dove volevano entrare, ma supponevo fosse dal grande ponte.
- Lo sapevo… e quelli idioti non mi considerano, dicono che sono una ragazzina e che non mi intendo di guerra, ora e tropo tarde e le porte non resisteranno a lungo.
Le guardie correvano di tutte le direzioni verso le torri, ma il vento impediva loro di salire, Nirualla e famosa per gli uragani, più di uno cade a terra dalle scale morendo prima ancora di iniziare la battaglia, tutti si perdevano in una gran confusione, quando le porte non sopportarono più, i piccoli uomini dalla pelle grigia entrarono blandendo le asce e le lunghe spade, gli uomini della città si difendevano a fatica scivolavano erano in svantaggio perchè i Krowats con le sue scarponi si tenevano saldi.
Mi sono nascosta dietro gli stalli dove a ogni tuono i cavali rappresentavano un pericolo tanto come i nemici, ma non sapevo dove andare nella confusione.
Fu li che i che gli vide per la prima volta, non ci credevo ne pure quando i zoccoli dello stallone nero mi si fermo di fronte, un cavaliere vestito in cotta di maglia coperto da una tunica nera e con una fascia di colore verde legata alla caviglia sinistra sedeva sopra, non riuscivo a vedere il volto dalla mia impostazione in basso nascosta dentro una scatola di legno e anche se mi fossi alzata non sarebbe servito per niente la testa del uomo, era coperta dal elmo. Un secondo cavalieri vestito in modo identico questo però aveva una fascia bianca ed era legata alla caviglia destra. Subito dopo arrivo un terso con la fascia legata sotto il ginocchio sinistro; il colore era giallo o avorio nel ombra non riuscì a differenziare, allora capi che erano loro, la leggenda che le avevano raccontato da bambina, i cavalieri immortali… no, i cavalieri protettori era cosi il nome, il quarto e il quinto entrarono assieme uno con la fascia rosso fuoco legata a destra l'altro la fascia ce l'aveva a sinistra il suo colore era viola, dopo arrivò un altro con la fascia alla gamba di colore blu.
Per ultimo arriva quello che sembrava il capo con la fascia legata alla vita e di colore grigio, questo non possedeva elmo ne scudo solo la spada e la cotta di maglia sotto la tunica, lo ho considerato il capo perché questo fu il unico che parlava e sembrava dare degli ordini, che però io non riuscì a capire perché erano in una lingua sconosciuta, io dico che sembravano i rumori fatti da un cane che affoga, il fatto e che tutti gli altri sei partirono quando questo aveva finito di parlare. Tutti avevano il volto coperto dal elmo o dalla cappuccia della tunica, erano anonimi solo differenziati dal colore della fascia.
Le figure ammantate di nero arrivarono al campo de battaglia, uomini e krowats lottavano fra la tempesta, per un momento la guerra si fermo tutto rimane in silenzio, i combattenti si girarono verso i sette artigli, tutti conoscevano le storie su di loro, ma nessuno aveva la certezza che fossero vere neppure che esistessero, ma la incertezza più grande che gli assaliva ora che avevano la conferma della loro esistenza era, con chi si sarebbero schierati? Ovviamente sia uno che l'altro credeva di aver ragione, e se i racconti erano vere i cavalieri protettori sarebbero dalla parte dei giusti. La incertezza non durò a lungo, i sette artigli si aprirono strada con colpi mirati, blandendo le loro spade a mano doppia, tagliando in due le scudi, armi e armature dei Krowats, la battaglia continuo e i cavalieri protettori si facevano largo cercando una impostazione adatta. Il primo in arrivare al posto giusto fu il cavaliere con la fascia bianca che lo identificava come il mago del aria, movendo le mani in un gesto arcano come spingendo in avanti cambio la direzione del vento, rovesciandolo contro i Krowats, che rallentarono la corsa e si cominciarono ad affaticare molto rapidamente, di seguito il cavaliere con la fascia Blu si fermò, anche lui movendo le braccia in modo strano, avvolgendo il vuoto sotto la pioggia face convertire le gocce si acqua in grandine colpendo duramente il grosso delle forze Krowats che rimanevano nella retro guardia. Dopo arrivo il turno del artiglio con la fascia verde, come gli altri due maghi anche lui faceva la mimica che voleva emulasse il suo elemento, e dalla terra cresce l'erba arrivando a superare in altezza i piccoli uomini grigi che superatti in altezza non riuscivano più a vedere e gli uomini molto più alti gli dominarono senza sforzo. Il cavaliere del fuoco ovvero quello con la fascia rossa fu il seguente a colpire con la magia, contro un gruppo di Krowats che attrezzati di ariete minavano le mura nel tentativo di sfondarla per improvvisare un ingresso per favorire ai compagni che rimanevano al esterno e che a causa della confusione creata alla porta principale non riuscivano ad entrare, con un gesto il arma di assalto brucio sotto le mani nemiche, poi il mago si giro verso un gruppo di arcieri che approfittando del buio lanciavano i suoi dardi invisibili, ma con il potere del fuoco le frecce si accesero in aria bruciando le piume, e il legno, perdendo cosi la direzione e la spinta, i dardi metallici cadevano a terra roventi ma i danni che causavano a gli uomini in armatura era minimo. Ora il cavaliere con la fascia gialla fece il suo lavoro facendo un movimento ondeggiante verso i nemici concentro la sua energia telecinetica e fece che le sue armi, asce, spadoni e mazze diventassero molto pesanti a tal punto da non riuscire più a tenerle in mano, disarmati non erano più un pericolo per gli umani. L'ultimo a partecipare contro i Krowats fu l'artiglio con la fascia viola, il suoi potere psichico fu rivolto contro i nemici creandole una confusione mentale, lasciandoli persi nel orientamento e confusi su chi era nemico e chi amico.
I Krowats sconfitti prendono in ritirata, mentre gli uomini eccitati dalla vittoria gli corrono dietro. Il capo dei sette artigli si piazza in mezzo al campo di battaglia alzando le mani lancia una preghiera agli Dei, al improvviso i feriti sia umani che Krowats si sanarono, solo rimanendo a terra i morti, ormai niente da fare per loro, i vincitori si domandavano come comportarsi davanti ai cavalieri protettori, volevano ringraziarsi ma gli stregoni cominciarono a fare il suo lavoro finale, formando un cerchi attorno al loro capo il monaco intonarono una litania incomprensibile e un vento strano seguito da una pioggia freddissima, simultaneo a delle esplosioni di fuoco nel aria, si sente un tremore nella terra, oggetti come rocce pezzi di armi e armature si staccarono da terra e si alzarono in aria galleggiando attorno ai sette artigli, a quel punto tutti si sentirono bloccati e un onda di luce si espande dal centro, i soldati cadevano a terra subito al mettersi in contatto con la luce perdendo i sensi, quelli che erano in fuga furono raggiunti dalla onda di luce magica che non poteva essere bloccata da niente, ne muri ne alberi riuscivano a fermarla.
I influsso della grande magia sovrasto tutti quelli che avevano visto i cavalieri protettori quella notte siano presenti o non, e al loro risveglio non ricordavano niente dello accaduto dal momento del arrivo degli stregoni, solo io fu capace di ricordare quello che era successo,
come?
Ora vi racconto…
Dopo la uscita dei cavalieri ero salita sul tetto delle stalle vedendo da li tutto quello che accadeva, godevo di una visuale perfetta e seguivo con attenzione i movimenti dei sette artigli ma al momento in qui gli stregoni stavano facendo il loro atto finale un tuono terribile mi fece saltare di scatto per la paura, scivolando giù dal tetto bagnato e cadendo dentro un barile, perdendo conoscenza per il resto del incantesimo e non avendo conoscenza la mia memoria rimane intatta, ameno è questo che credo sia la ragione che ancora lo ricordo. Fu l'ultima a svegliarmi, in fatti tutti si rialzarono dopo pochi minuti ma io rimani li fino al giorno dopo.
Quando ho parlato dei sette artigli nessuno ne sapeva niente, ho raccontato tutto ma i miei amici dicevano che era tutto prodotto dalla caduta e che era meglio che me ne andasse a riposare.
Ma Io ero una ragazza in gamba e subito fece notare alcune cose che non erano normale, una era l'erba cosi alta in una sola parte del campo de battaglia, poi cerano i segni della grandine su tutte i pezzi di metallo, le armi a terra che i Krowats aveva lasciato senza motivo, le punte de frecce annerite dal fuoco, cosi come la testa del ariete, senza il grosso palo che lo doveva reggere, ma la cosa più strana era come mai non cera nessun ferito? Solo morti e vivi ma nessun graffio a questi ultimi, era qualcosa che fece pensare a tutti anche se non credevano alle mie parole.
Tistà |