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Miti e Leggende
Laurent Xyctto era una grande guerriero, un cavaliere, di quelli che seguono un ideale e si reggono a un codice molto stretto, apparteneva a un ordine devoto agli dei minori. Kirion dio che onora la vita e la morte, Susq dio della giustizia e della vendetta e Hiss la dea del tradimento e della verità. Come tutti i cavalieri che seguono questi dei ambigue fanno onore al lato buono di ogni uno di loro, Xyctto non era differente, il suo ideale era nobile ed era fedele a Hiss, dedicava diverse ore a pregare in ritiro con la sua Dea. Ma un giorno tutto cambiò nella sua vita, gli chiedono di portare una principessa Fidia alla città di Tlahna per la sua incoronazione come matriarca Hitsha, la città dei Fidius nella regione Qüwest; non era molto lontano solo qualche giorno a cavallo per le palude di Angusa. Decide di accettare di mettersi in viaggio e alla mattina seguente l'uomo che lo aveva ingaggiato gli aveva detto che doveva aspettare la principessa ai margini della città all'alba, cosi fece. La ragazza arrivò con un pò di ritardo, era una bellissima donna con la pelle chiarissima e gli occhi color miele. Peccato che non ha i capelli penso Laurent, ma nessun fidio li hà! Cosi cavalcarono fianco a fianco per tutto il giorno, facendo una pausa alla riva di un fiume per lasciare che la principessa si rinfrescasse dopo il pranzo, per poi continuare. Parlarono di tutto, il cavaliere gradiva la compagnia della ragazza e questa mostrava altrettanto. Arrivata la notte si fermarono a una miglia di distanza dell'inizio della palude ma non era conveniente dormire in quel posto. Lui dice alla ragazza di dormire mentre faceva la guardia, era un uomo abituato a passare giorni senza dormire, ma quel giorno non resiste e dopo un po' gli occhi si chiusero in un sonno profondo. Si svegliò giusto in tempo per vedere un'ascia che si conficcava al suo fianco. Prende la spada si mette in guardia ma è tropo tardi i fuorilegge erano già fuggiti rapendo la principessa. Non me lo perdonerò mai. diceva a se stesso. se le fanno del male non me lo perdonerò mai. Prese a correre dietro i banditi seguendo le tracce nella palude, la tunica candida dell'ordine di cavaliere svolazzava indietro; gli avevano portato via i cavalli e tutte le provviste, solo lo scudo e la spada che portava sempre con sé gli erano rimasti a doso. Corre per due ore arrivando a una valle , si nasconde dietro un albero e vede quello che temeva, la ragazza era legata su un altare con i vestiti laceri, gli uomini erano tutti attorno con delle torce. Un rito al dio Kron, sono dei maledetti seguaci dell'uomo drago, dice con un filo di voce e sguainando la spada esce allo scoperto per impedire agli uomini di portare a fine i loro piani. Con un grido di guerra e colpi di spada si aprì strada fra i ladri, alcuni vigliacchi codardi sfuggirono, altri tentarono di fronteggiare il cavaliere che senza sforzo li abbatte uno a uno. Tagliò le corde che impedivano alla ragazza di muoversi e la aiutò a salire su un cavallo poi lui fece lo stesso. Mi dispiace milady, ho disonorato il mio ordine, non so cosa mi sia successo, non riuscivo a tenere gli occhi aperti e… Non essere dispiaciuto, il loro capo è un potente mago, ti ha stregato, ma sei riuscito liberarmi in tempo. Grazie milady, ora vi riporto senza perder altro tempo alla vostra città. No, dobbiamo fermarli, quelli sono uomini del male, e non mi lasceranno in pace mai. Ne a me ne ad altre donzelle, che rapiranno per i loro rituali. Ci penserò io a loro, dopo che lei sarà al sicuro. Sfuggiranno nel frattempo, e troveranno un'altra vittima. Il cavalli, si sentiva attratto dalla ragazza, e anche se sapeva che non poteva esistere niente fra di loro, perché le principesse fidie erano destinate a restare vergini e a vivere senza un compagno, non voleva fare rischiare la vita della ragazza, alla fine cede. Ok, andiamo. I due seguirono la strada che i fuggitivi avevano percorso. Xyctto davanti e la donzella dietro, la luna era piena e la notte chiara. Riuscivano a vedere l'accampamento dei brutti, non si vedeva movimento, ma erano certi che si trovavano lì nascosti. Finalmente i segni di vita si fecero presenti le guardie uscirono da dietro gli alberi minacciosi. Si tenga lontana dal pericolo milady Dice Laurent mentre parte alla carica, dando colpi precisi con la spada e lo scudo, abbatte tutti in pochi istanti. Le grida della battaglia attirarono l'attenzione degli altri, che uscirono in disordine, si fronteggiò con tutti quelli che gli erano vicini delle volte contro quattro allo stesso tempo, la resistenza fu poca e la sua abilità con le armi era troppo per nemici del genere, solo qualcuno come il capo delle guardie riuscì a procurargli qualche ferita, prima di morire. Poi, dopo la lotta si inginocchiò e chiuse gli occhi per pregare gli dei come era sua abitudine. Quando aprì gli occhi vide con orrore il campo di battaglia, corpi e sangue ovunque, lui stesso ne era ricoperto, ma non era suo era delle vittime, vittime innocenti che lui aveva ucciso, sì perché quelli che vede morti non erano soldati o banditi erano dei contadini, uomini, donne e bambini. Cosa e successo? Chiede, a grandi grida. cosa ho fatto? Li hai uccisi, eri impazzito, non riuscivo a fermarti Dice una voce di donna. Si girò a guardarla, era la principessa Fidia che parlava, ma era cambiata ora non aveva quell'aspetto puro e verginale di prima, aveva un aria malsana, la pelle era cianotica e gli occhi profondi e senza vita. Sei una strega, mi hai drogato, mi hai ingannato. No Laurent, lo hai fatto da solo. Volevi essere un eroe alla mia vista e ti sei inventato tutto. Chi sei? Dice piangendo per la disperazione Sono la dama della nebbia! Se uno spettro. Si, e ora tu sei mio, mi servirai per sempre, fino a che il tuo cuore batte tu mi servirai, avevo bisogno di un nobile cavaliere che facesse un atto malefico per me di sua volontà, non è stato difficile scegliere te, eri perfetto, onorevole, devoto, e sicuro di te stesso, delle tue scelte. Ma questa volta non hai visto dietro le tende. Finisce con una gran rissata, una risata che gelava il sangue. Sei mio fino alla morte! ah - ah - ah Nooo, mai, non potrai avermi Dice strappandosi di dosso le veste di cavaliere, rimanendo col torace nudo, si portò la spada alla gola. Non mi avrai mai No fermati. Dice con la voce che vibrava dalla paura di perdere il suo nuovo schiavo. La lama apre un solco lasciando uscire schizzi di sangue ovunque, l'uomo cade facendo fatica respirare affogato dal fluido cremisi. Non mi avrai mai, le parole non uscirono, ma la donna capì quello che diceva. Invece si!, avrò la tua anima, il corpo non mi serve, il corpo è debole io volevo il tuo spirito L'ultima cosa che il cavaliere sentì fu la risata di disprezzo dello spettro della fidia, prima di chiudere gli occhi, e poi rivedersi steso, esanime a terra sopra il miscuglio del sangue delle sue vittime con il suo. Racconti dei Bardi
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